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Il geologo teramano Leo Adamoli, tra i principali studiosi dei monti di Farindola, spiega il perchè il rischio valanga in quel luogo non è stato mai segnalato da alcuna carta geo-morfologica. Inoltre, il terreno sul quale è stata costruita la struttura recettiva era un conoide di detriti ma per Adamoli era solido nel sottosuolo. Si sarebbe trattato di una imprevedibile concentrazione di eventi negativi che ha portato al disastro

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