“Non ci sono possibilità concrete di appello e il versamento dovrà essere effettuato entro 120 giorni da oggi. E’ stata una decisione unanime del triumvirato composto da Klaus Reichert, Charles Poncet e Pierre-Marie Dupuy, che ha stabilito che l’Italia ha violato l’Energy Charter Treaty. La Rockhopper stima che il 20% dei fondi servirà per coprire spese di varia natura, e che il netto per la loro compagnia sarà dell’80% del versato”. Lo afferma Maria Rita D’Orsogna, fisica e docente universitaria negli Usa e storica ambientalista legata all’Abruzzo, in prima linea nelle battaglie su idrocarburi e costa adriatica.

“Questo arbitrato, composto da tre uomini non italiani e vicini al mondo dell’industria e del petrolio – prosegue la D’Orsogna – non si è mai preoccupato di coinvolgere i residenti, di capire il perché delle nostre battaglie, di vedere quanto più bella e più sana sia la Costa dei Trabocchi oggi, con il fiorire di mille attività turistiche, rispetto a ciò che la Rockhopper voleva farne. L’Italia pagherà 190 milioni di euro, ma non abbiamo perso. Davide ha fermato Golia e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Abbiamo salvato l’Abruzzo dalle trivelle”, conclude la D’Orsogna.