Serie C. Rimini verso l’esclusione dal campionato

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L’assemblea dei soci del Rimini ha deliberato la messa in liquidazione del club biancorosso. Una decisione pesante ma ormai inevitabile, confermata dal bilancio depositato ieri in Camera di Commercio: oltre 4 milioni di euro di perdita al 30 giugno 2025.

La comunicazione è arrivata anche al sindaco, che parla di “epilogo doloroso ma non inatteso”, ricordando come da mesi la società fosse travolta da «vicende incredibili e vergognose». Il primo cittadino ha spiegato che il Comune è già in contatto con le istituzioni calcistiche per gestire la fase transitoria e comprendere «quando e come l’amministrazione potrà intervenire legalmente per tutelare sport e città».

Obiettivo: garantire un futuro al calcio riminese attraverso un progetto “con basi sociali e finanziarie solide”, trasformando una giornata tristissima nella possibile premessa di una rinascita.

Secondo le procedure federali, il Rimini verrà escluso dal campionato con effetto immediato, probabilmente già da questa domenica (era in programma la gara interna con la Torres). La società ripartirà due categorie più in basso, dunque dall’Eccellenza.

La giornata si era aperta con l’ennesima tegola: un nuovo deferimento al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare.

Il procuratore federale, su segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario, contesta alla società e al suo legale rappresentante violazioni amministrative: mancati versamenti Inps delle mensilità di maggio e giugno 2025, mancato versamento delle liquidazioni periodiche IVA del quarto trimestre 2024, e ulteriori omissioni relative ai contributi Inps e alle ritenute Irpef di luglio e agosto 2025.

Il Rimini è deferito sia a titolo di responsabilità propria, sia a titolo di responsabilità diretta per le violazioni attribuite all’amministratore unico Antonino Buscemi.