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La sconfitta dopo una delle migliori prestazioni, parola di Baroni, della Virtus Lanciano. Al Biondi passa il Crotone e così il sorpasso calabrese in classifica è cosa fatta. Ci è voluto un regalo, come lo definirà il tecnico a fine gara, per abbattere un Lanciano che, tuttavia, non lascia un gran ricordo di sé. Serata fredda, non c’è Amenta, ma Aquilanti non lo farà rimpiangere. Davanti la sorpresa è Ragatzu con Comi e Baba Thiam. I problemi però i rossoneri ce li hanno a centrocampo, perché, nel confronto speculare col 4-3-3 di Drago, Matute, Dezi e Galardo giocano meglio e con più intensità della mediana frentana. Minotti e Paghera sono svagati e per una sera anche Buchel non offre lampi come di consueto. I primi 10 giri di lancette destano subito una cattiva impressione ai tifosi di casa: il Crotone morde le caviglie, Bidaoui sulla sinistra è una spina nel fianco di De Col e la puntata al 9’ passa non molto lontano dal palo di Sepe. 180 secondi e Mazzotta pesca in area ancora il numero 9 pitagorico, a metterci una pezza stavolta sono Troest prima, con la deviazione forse decisiva, e la parte alta della traversa poi che fa perdere la conclusione alta. Del Lanciano davvero poco da segnalare, la punizione di Mammarella, per quanto specialità della casa, è da distanza fin troppo elevata. De Col spinge poco a destra e quando lo fa il suo traversone diventa quasi un tiro controllato da Gomis. Decisamente diversa l’occasione che capita proprio a Troest alla mezz’ora, Del Prete perde il danese, il corner di Mammarella è magistrale, sarebbe tutto perfetto se non ci fosse il palo a dire di no al centralone scandinavo. Legno pieno e la sensazione di una serata storta che si fa sempre più concreta. Per di più la ripresa, aperta dalla conclusione deviata di Matute, si apre con la doccia gelata per i rossoneri. Al 55′ Troest stende Pettinari al limite, Bernardeschi col mancino tira un piazzato non granchè ma ci pensa la barriera ad aprirsi colpevolmente facendo passare il pallone e lasciando di stucco Sepe sorpreso sul palo di competenza; per il centravanti di Drago nona marcatura in stagione. Il Lanciano si affida allora ai centimetri e alla grinta di Comi ma al 64’ il suo colpo di testa è troppo centrale, mentre l’inserimento nel corridoio suggerito da Paghera trova il piedone di Gomis a sbarrargli la strada. Baroni le prova tutte, toglie Paghera, Ragatzu e Minotti per far spazio a Casarini, Piccolo e Turchi. 4 punte ma l’unica azione degna arriva solo al minuto 81, quando De Col fa un miracolo tenendo il pallone in campo, Baba Thiam prima si fa respingere la conclusione ma poi ruba tempo e sfera a Piccolo già pronto a fare fuoco verso la porta del Crotone, con Turchi che si ritrova il pallone sul piede ma tira debolmente fuori. Nel frattempo Drago si copre, aveva già tolto Bidaoui per Cataldi, poi Dezi per Suagher, in più Maresca di Napoli, serata da dimenticare la sua, corona la sua prestazione di basso rilievo con una miriade di falli crotonesi non ravvisati e che indispettiscono non poco il Biondi. Dopo 5 minuti di recupero il fischietto campano decreta il terzo stop interno per la Virtus, il Crotone mette la freccia sui rivali odierni e sale a 49 lunghezze. Amarezza, tanta, in casa frentana. Baroni non fa drammi ma l’immediata trasferta di Padova sembra l’unica ricetta per ridare all’ambiente rossonero sensazioni d’alta classifica
VIRTUS LANCIANO – CROTONE 0-1
Virtus Lanciano (4-3-3): Sepe, De Col, Troest, Aquilanti, Mammarella, Minotti (31’ st Minotti), Paghera (21’ st Casarini), Buchel, Comi, Ragatzu (25’ st Piccolo), Thiam – Allenatore: Baroni
Crotone (4-3-3): Gomis, Del Prete, Cremonesi, Ligi, Mazzotta, Galardo (45’ st De Giorgio), Matute, Dezi (42’ st Suagher), Bernardeschi, Pettinari, Bidaoui (31’ st Cataldi) – Allenatore: Drago
Arbitro: Maresca (sezione di Napoli)
Rete: 9’ st Bernardeschi


